Disturbi Specifici D’Apprendimento: l’ultimo incubo dei genitori

L’argomento che tratterò oggi, e sul quale ho letto un articolo che riguarda anche gli aspetti emotivi in adolescenza (link qui sotto), è uno di quegli argomenti su cui si stanno spendendo tante parole negli ultimi tempi: DSA.

https://www.stateofmind.it/2016/01/dislessia-aspetti-emotivi/

Con questo acronimo sono conosciuti i disturbi specifici d’apprendimento.

Perchè specifici?

Perchè colpiscono un dominio particolare del processo d’apprendimento e sono presenti in ragazzi brillanti, intuitivi, curiosi ed intelligenti!

Come riconoscerli?

• Tuo figlio è un ragazzo intelligente e simpatico, parla con gli altri esponendo le proprie idee con sollecitudine e determinazione ma quando si tratta di leggere…un dramma.
Le parole ballano davanti agli occhi, le lettere cambiano la loro posizione nello spazio e quella p diventa una q.

Per il resto nessuna difficoltà.

• Oppure è bravissimo nella risoluzione logica dei problemi ma…incolonnare i numeri o ricordare le tabelline, un dramma!
Insomma il disturbo specifico è un disturbo neurobiologico che colpisce una parte del processo d’apprendimento e non ha nulla a che vedere con una bassa intelligenza, con la pigrizia, o con il poco studio.

Tali difficoltà si possono tranquillamente compensare con altri strumenti, ed oggi fortunatamente sono a nostra disposizione computer, sintesi vocale, schedari e quant’altro si voglia.

Eppure…

Troviamo adolescenti con bassissima autostima, scarsa capacità di riconoscersi efficaci, che si isolano, che pensano di essere stupidi e che abbandonano l’idea di potercela fare, e spesso abbandonano la scuola.

L’insuccesso scolastico, la dispersione scolastica ha molto a che vedere con il mondo degli adulti ed è ora che gli adulti se ne facciano carico.

Genitori ed insegnanti che sminuiscono il problema, che svalutano con frasi del tipo:

-“Possibile che non capisci?”,
– “Perchè leggi così piano, evidentemente non ti alleni abbastanza!”
– “Certo che non riesci a fare la moltiplicazione, alla tua età ancora non conosci le tabelline!”

E via dicendo.

Tuo figlio o tua figlia, probabilmente si sono sentiti dire tante volte queste frasi, e se è così facile fare quell’attività e non si riesce, nonostante i molteplici sforzi, allora la motivazione è una sola “Sono stupido!”.

Se tuo figlio parte da questa convinzione, tutto diventerà inutile.

Inutile spronarli, inutile star loro vicini, non si può lottare contro qualcosa che non dipende da noi.

“Se sono stupido è inutile andare avanti!”

Il “locus of control” si è spostato fuori da tuo figlio, la vita ha deciso il suo destino e la strada è sempre più in salita.

Il locus of control è quel processo che permette di attingere a risorse interne, alle qualità che ognuno sa di avere per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Se il locus of control è all’interno l’individuo può attingere a queste risorse e mettersi in movimento, ma se la causa dei problemi è posta al di fuori di se stessi, ogni tentativo di poter superare l’ostacolo risulta nullo.

Tuo figlio non sarà più in grado di affrontare un problema o una situazione perchè nella sua testa si dirà “ Tanto non ce la farò, sono troppo stupido”, non utilizzerà le sue qualità e il suo carattere non verrà fuori.

Sai qual è la cosa più terribile? Non è il disturbo a mettere in scacco tuo figlio/a ma gli adulti che gli sono intorno e che, non conoscendolo e non riconoscendolo, mandano messaggi continui di inefficacia a quel ragazzo che li interiorizzerà e non avrà più scampo.

Ed ecco che tornano le azioni del metodo A.M.A.R.E.

A.scoltare, M.odellare, A.ffidare, R.iconoscere, E.ssere.

Hai ascoltato tuo figlio, negli anni, quando ti diceva, forse angosciato, che quel compito era troppo difficile?
Che aveva bisogno di più tempo?
Che si sentiva uno stupido?

Hai provato a dirgli che anche tu, a scuola a volte, provavi le stesse emozioni, in modo che lui potesse leggere un modello più vicino a lui e non si sentisse solo nelle sue problematiche?

Hai provato a fidarti di lui, delle cose che ti stava dicendo, dandogli credito, mettendoti nei suoi panni e facendogli sentire il tuo appoggio?

Hai provato a riconoscere, dicendogliele, tutte le cose meravigliose di cui lui è capace, tutte le abilità che lo contraddistinguono dagli altri, tutti gli atteggiamenti che lo rendono unico e che tu ami tanto?

Ed infine hai provato a raccontare a tuo figlio quanto ami il suo unico modo di essere, e che non lo cambieresti con nessuno perchè lui vale, è in gamba e nulla e nessuno deve mettere in dubbio o far vacillare questa certezza.

Il messaggio che voglio mandarti in questo articolo, e lo vorrei urlare, se fosse possibile farlo scrivendo, è che i problemi degli adolescenti potrebbero essere minimizzati se fossero accolti e supportati in modo adeguato e con gli strumenti giusti.

I DSA sono disturbi e non diventerebbero problemi se fossero letti per quello che sono, se i ragazzi fossero accompagnati, fin da piccoli, alla consapevolezza dei loro punti di forza, se fossero sostenuti nel loro processo di crescita da adulti preparati e consapevoli.

Si tratta di un argomento difficile da affrontare e un solo articolo sicuramente non è sufficiente per comprenderne appieno i meccanismi, ma seguimi sul blog e affronteremo nuovamente l’argomento oppure contattami direttamente a

info@aiutoadolescenza.it

Per aspera ad astra
Dott.ssa Consuelo Marazziti