Teoria Gender e Adolescenti: è tutto un fraintendimento

Domenica 31 Gennaio, mi sono seduta sul mio divano per guardare il programma ”Presa diretta” di Riccardo Iacona.

Di seguito il link di uno spezzone della puntata:

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Il mio interesse si è acceso quando ho visto che l’argomento trattava la misteriosa “Teoria Gender” 

Misteriosa perchè è difficile capire esattamente di cosa si tratti e, come spesso accade, i genitori bombardati da mille informazioni diverse si sono schierati pro o contro.

Provo a fare chiarezza  su cosa è questa “Teoria Gender”:

La Teoria Gender non esiste, non esiste nessuno studio accademico dietro questa "teoria"; è evidente che si stia erroneamente utilizzando questo termine per esprimere, e anche un po’ manipolare, un'ideologia basata sull'uguaglianza tra maschi e femmine.

L’equivoco nasce perché sembra che vogliano inserire la fantomatica Teoria Gender nelle scuole, attraverso la Riforma Renzi.

Le parole che compaiono nel testo di legge e che hanno generato tutta questa discussione sono “sessi” e “genere”, come se queste 2 parole in sè fossero pericolose.

Ora ti starai chiedendo: cosa c’entra la Teoria Gender, la riforma della scuola e Renzi con un blog che parla di problemi degli adolescenti?

Arrivo subito al punto ma voglio fare una piccola premessa:

Nessun insegnate vuole divulgare o insegnare “La teoria Gender”, l’unico compito e volontà dell’insegnante è quello:

  • di formare i ragazzi alla parità e al rispetto tra i sessi.
  • di informare i ragazzi che non c’è differenza di intelletto tra maschi e femmine.
  • di permettere che tutti gli adolescenti possano esprimere le loro emozioni, senza per questo essere penalizzati o etichettati (ad esempio per i maschi essere chiamati “femminucce”)
  • insegnare il rispetto tra persone, siano essi maschi o femmine

La scuola non ha il compito di trasmettere contenuti  lontani dalla vita dei ragazzi, ma quello di educare (insieme alla famiglia ovviamente).

Attenzione!

Non sto dicendo che maschi e femmine siano uguali in relazione all’identità sessuale.

Ognuno sa a quale sesso appartiene!

Ma la differenza di sesso non rende il mondo maschile e femminile diversi per tutti gli altri aspetti della vita.

E’ proprio questo il nocciolo della questione:

che tuo figlio sia maschio o femmina, può provare gioie e dolori allo stesso modo e dovrebbe poterli esprimere liberamente.

Tuo figlio/a deve poter esprimere quello che sente dentro, senza aver paura che quell’espressione di sè diventi il motivo di presa in giro o di isolamento dagli altri!!

Non sei d’accordo con me? Non vorresti questo per tuo figlio/a?

Il primo passo che puoi fare è insegnare a tuo figlio/a che non c’è nessuna differenza tra maschi e femmine, se non il sesso, e che questo non mette uno in posizione di superiorità rispetto all’altro.

E’ molto probabile che anche tuo figlio adolescente abbia attraversato un momento in cui si è sentito in difficoltà perchè doveva nascondere il suo lato emotivo, perchè il sesso che lo accompagna non ne giustifica alcuni comportamenti.

E’ stato insegnato per anni che la tenerezza è delle donne, che la tolleranza è femminile, dunque il maschio deve nascondere tutto ciò ed apparire forte a qualunque costo, mentre la femmina non deve assumere atteggiamenti da “maschiaccio” .

Forse viene sottovalutato in particolare uno di questi due aspetti: il baratro di non poter neanche raccontare la propria sofferenza, perchè altrimenti non si è forti, non si è abbastanza uomini.

Per tuo figlio quella sofferenza inespressa si potrebbe trasformare in frustazione e successivamente in rabbia.

Rifletti attentamente su questo punto perché è questo il messaggio che vorrei rimanesse bene impresso:

Ogni ragazzo deve sentirsi libero di esprimere le proprie emozioni nei modi e con gli atteggiamenti che gli appartengono, senza per questo essere giudicato o etichettato.

Spesso sono proprio i genitori i primi a commettere questo errore.

Le ripercussioni possono essere peggiori di quello che credi!

Il consiglio è quello di insegnare a tuo figlio che gli atteggiamenti si dividono in corretti o scorretti, non in forti (quindi maschili), o sottomessi (quindi femminili).

E’ importante togliere l’alibi alla sessualià per non toccare altre sfere emotive, che sono ben più importanti nella vita di tuo figlio.

Ogni ragazzo ed ogni ragazza conosce la propria identità sessuale ma non tutti hanno la possibilità di avere un genitore alle spalle che gli consenta di conoscere veramente sè stessi, dandogli la libertà di esprimersi, senza aver paura che questo sia letto come mascolino o femmineo.

Ti svelo un segreto:

Tutti i giorni parlo con adolescenti, li ascolto, cerco di comprendere quello che provano e pensano nel loro intimo, tutti loro, maschi e femmine, provano le stesse bellissime ed intense emozioni, e raccontano la loro difficoltà nel poterle esprimere.

“Non piangere come una femminuccia” questo ancora si dice ad un ragazzo che mostra un momento di disagio o di tristezza.

Quella tristezza, quel dolore profondo che non verrà espresso si può trasformare in ben altro, ed è imprevedibile sapere chi ne subirà gli effetti.

Non schierarti pro o contro la teoria gender, che non è nemmeno una teoria.

Stai dalla parte di tuo figlio:

dalla parte dell’uguaglianza e pari opportunità tra i sessi, perchè tuo figlio, maschio o femmina che sia, possa sentirsi finalmente libero e felici di poter vivere la sua Essenza.

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Per aspera ad astra

Dott.ssa Consuelo Marazziti