Scuola e adolescenti: i segreti per fargliela amare

La scuola e i ragazzi: un binomio perdente e in conflitto da sempre.

La scuola è il motivo di scontro tra le aspettative dei ragazzi e quelle dei genitori: che non sono mai le stesse.

Per i ragazzi la bellezza e l’interesse per la scuola è rivolto alla parte della socialità, all’incontro con l’altro, alla sperimentazione di sé stesso in relazione agli altri.

Per i genitori tutto si risolve nella performance, il figlio deve essere bravo a scuola e prendere bei voti.

A scuola si va bene o male, è come se il mondo scolastico si fermasse a queste due dimensioni e che tutto si giocasse nella valutazione del ragazzo.

Fai attenzione!

Nella scuola tuo figlio mette in gioco ben altro: l’intelletto, le emozioni, la sua vita sociale.

Probabilmete quando parli con tuo figlio della scuola la prima cosa che ti interessa sapere è la sua buona condotta.
In questo modo stai lanciando il messaggio che è solo questo che ti interessa.

Ed il resto? Le emozioni, le mille emozioni che tuo figlio prova durante la sua permanenza nella scuola, gli amici che ama o che teme?

Quel suo mondo viene totalmente abbandonato, passa in secondo piano, non è così importante come i voti che prende a scuola; ed il ragazzo vive una rottura perchè:

– Per i genitori è più importante quello che a lui mette più ansia.

– Mentre ciò che lui vorrebbe condividere non viene ascoltato, e il più delle volte è svalutato.

La scuola è l’argomento su cui in casa si litiga continuamente, e su cui si gettano le basi per una guerra senza vincitori e perdenti.

Tu continuerai a consigliare, minacciare e promettere mille cose sui compiti non ancora fatti e tuo figlio continuerà ad alzare le spalle, a dire bugie, a rimandare nel tentativo di sopravvivere.

Un adolescente è in una fase della vita in cui la curiosità verso il mondo esterno è all’ennesima potenza, la tempesta ormonale urla dentro il loro corpo, il gruppo dei compagni è pronto ad inseguire insieme a lui nuove avventure.

E gli adulti cosa chiedono?

Che lui stia inchiodato tutto il giorno ad una sedia a leggere cose per cui non ha nessun interesse.

Sarà vero che tuo figlio adolescente non ha interesse per la scuola o sta accadendo qualcos’altro a cui tu non presti attenzione?

Ogni genitore dovrebbe possedere la sua cassetta degli attrezzi da cui poter tirare fuori, al momento opportuno, lo strumento giusto per affrontare la situazione nel modo più adeguato e che soprattutto lo porti vicini all’obiettivo che vuole raggiungere.

Non è mai così.

Sicuramente tu e tuo marito/moglie vi alternate in momenti di viglilanza su vostro figlio per verificare che abbia completato l’attività, che la disciplina sia stata studiata in modo completo, che il ragazzo abbia fatto il proprio dovere.

Sai benissimo qual è il risultato:

Musi lunghi, urla che rimbombano tra le stanze degli appartamenti e che gridano la stesse inutili parole: “è tutto il pomeriggio che sei lì e non hai ancora finito!”

Apriamo la cassetta degli attrezzi e guardiamo dentro:

1 – Motivazione

Per poter creare motivazione verso la scuola dovresti creare un clima emotivo “democratico”.

Dovresti poter condividere con lui la gestione del tempo giornaliero in modo da dividere equamente il tempo tra studio e svago.

Potresti parlare con lui di quello che più gli piace della scuola, dei suoi amici, dei suoi interessi, dei suoi desideri e sogni per la vita che verrà.

Potreste pianificare insieme la programmazione dei suoi impegni scolastici per raggiungere gli obiettivi che ti ha raccontato.

Fagli capire che non è importante il voto che ti porterà, ma che sei contento se lui è sereno.

Devi spiegargli che nella vita ci saranno sempre delle cose più interessanti ed altre meno e che questo a volte le renderà più difficoltose.

Diventate complici in questo tragitto formativo e tuo figlio potrà raccontarsi:

  •  Potrà raccontarti la sua noia rispetto ad una lezione che sembrava non finire mai, senza avere paura di sentirsi dire che è colpa sua perchè era disattento.

E gli potrai dire che anche per te delle volte il tempo non passava mai a scuola, alcune lezioni erano veramente noiose.

  •  Potrà raccontarti la sua gioia perchè ha finalmente avuto il telefono di quella ragazza o quel ragazzo che gli piaceva tanto.

E tu sarai lì, felice della sua gioia per quell’evento tanto atteso, dimostrandogli interesse.

  •  Potrà raccontarti la sua curiosità rispetto ad argomenti che non pensavi potessero interessargli.

Sarà l'occasione per te di rispondere alle sue domande e di raccontargli tutto ciò che sai su quell’argomento, arricchendolo ed arricchendovi attraverso il rapporto che state instaurando.

  •  Potrà raccontarti la sua frustrazione nel vedere che nonostante i suoi sforzi e i suoi impegni quell’argomento non riesce proprio ad assimilarlo.

E tu ascolterai quel senso di inefficacia e potrai dirgli che è naturale, che può capitare, che è successo anche a te: Lui non è un fallito.

Per poter imparare, la motivazione è necessaria perchè la mente deve poter accogliere volontariamente e con curiosità il sapere.

Puoi imporre a tuo figlio di stare alla sua scivania, ma non di imparare! Crea un dialogo costruttivo e crescerà la voglia di sapere.

2 – Saper porre le domande

È importante capire il mondo di tuo figlio, e la scuola è il suo mondo!

Per capirlo devi conoscerlo a fondo perchè è un mondo pieno di sfaccettature: quelle cognitive, affettive e sociali.

Conoscere le sue difficoltà scolastiche, dovrebbe significare poterlo aiutare e supportare se ce ne fosse bisogno.

Però devi fare attenzione a come affrontate gli argomenti della vita di tuo figlio e a come entrare nella sua sfera privata.

Le domande che poni non devono essere persecutorie o investigative, il risultato sarebbe l’assenza di informazioni o il mutismo.

No all’interrogatorio!

Le domande continue “Cos’hai?, che fai?, che hai combinato oggi?” Non portano da nessuna parte, e la risposta sarà la solita: “Niente!”

Se riesci a stabilire un canale comunicativo con tuo figlio, non sarà difficile conoscere quello che fa e le sue difficoltà.

Prova a raccontare qualcosa di te a tuo figlio, anche rispetto alle tue fragilità, agli errori lavorativi, questo gli permetterà di potersi aprire e poter raccontare le ansie e i timori che bloccano il suo apprendimento a scuola.

3 – Assenza di giudizio

Un altro elemento fondamentale per la riuscita scolastica è l’autostima.

Senza di questa qualunque sforzo è inutile.

L’autostima si forma giorno dopo giorno solo se qualcuno ti riconosce delle qualità.

I giudizi negativi, che troppo spesso i genitori esprimono sui loro figli, fanno sì che il ragazzo si senta svalutato ed abbandoni il desiderio di provare a sperimentarsi perchè ha paura di sperimentare il fallimento.

Non dare mai giudizi sulla persona, potresti lasciare una ferita profonda che avrebbe bisogno per guarire di cure lunghe e dolorose.

Ricorda: Sono i comportamenti o le azioni ad essere sbagliate mai la persona.

Il compito in classe è andato male perchè tuo figlio non aveva chiaro quell’argomento, non perchè è stupido o chissà cos’altro.

Per i ragazzi è fondamentale sapere che i propri genitori pensano tutto il bene possibile di loro e che li amano nonostante le loro cadute, i brutti voti, le note sul diario.

E’ importante comunque responsabilizzarli: non dare giudizi, ma parla con tuo figlio sul perchè si è arrivati al punto di prendere note o brutti voti e cosa pensa di dover fare per rimediare.

Potresti rimanere sorpreso dalle risposte che ti darà e dai cambiamenti che potrebbe fare, solo perchè ti sente dalla sua parte e non come giudice della sua vita.

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Per aspera ad astra

Dott.ssa Consuelo Marazziti