Scuola: ecco cosa pensa a riguardo tuo figlio

 “Nella scuola mi gioco la vita”, questo è il pensiero costante di un sedicenne!

Ti racconto una storia:

Sto per chiudere la porta del mio studio quando squilla il telefono, la voce preoccupata di una madre mi chiede quando posso incontrare suo figlio: la situazione è degenerata!

L’ansia in quella voce mi ha subito ricordato altre voci e volti di madri preoccupate allo stesso modo.

L’argomento qual era?

La scuola!

Incontro il figlio, uno splendido ragazzo di 16 anni, sul viso un sorriso sarcastico, di quelli che ti vogliono sfidare.

- “Ciao Marco vuoi raccontarmi un po’ di te?”

- “Io non volevo venire, mia madre, come al solito, mi ha costretto! Ha detto che se non fossi venuto mi avrebbe chiuso in casa!”

Come inizio non era male! Però dietro quell’atteggiamento strafottente ho notato il desiderio di buttare fuori tutta quella rabbia che aveva in corpo:

- “Ok, già che ci sei raccontami qual è il problema”.

- “Voglio lasciare la scuola, mi sta fottendo la vita”

Per Marco come per molti ragazzi la scuola è il luogo dove si decide della loro vita. 

La risposta di Marco è forte e forse ti sembrerà eccessiva anche la mia affermazione, ma non lo è!

A scuola gli adolescenti mettono in gioco la loro vita:

E’ il luogo dove bisogna dimostrare il proprio valore e questo emerge da verifiche ed interrogazioni, se queste non vanno secondo le aspettative dei genitori, allora gli effetti negativi si ripercuoto sulla loro vita.

Non si esce, il cellulare viene tolto, gli amici messi al bando per un periodo definito, la propria stanza diventa un luogo di reclusione dove passare un tempo interminabile, tutto questo per riparare al brutto voto.

E’ come se tu avessi una defiance sul lavoro e il tuo capo ti proibisse di andare al cinema nei week end con la tua famiglia, assurdo no?!

Se il tuo capo ti obbligasse a una punizione simile cambieresti lavoro perché non ti farebbe capire dove hai sbagliato, ma avrebbe solo assurde pretese.

Fin quando tuo figlio è piccolo sarà obbligato a sopportare questo stillicidio, ma una volta raggiunta la fascia dell’istruzione obbligatoria, tenderà ad allontanarsi da un luogo che minaccia la propria identità e la propria autostima, e quindi tu hai ottenuto l’effetto contrario.

La scuola è un luogo formativo essenziale per far diventare i ragazzi uomini e donne consapevoli e liberi, quindi bisogna lavorare perchè gli adolescenti non la vivano come una prigione ma come un luogo in cui imparare e sperimentarsi.

Vediamo come puoi fare.

Sono tre gli elementi che devi tenere in considerazione:

1) La motivazione

2) Comunicare in modo efficace

3) L’ assenza di giudizio 

1. Motivazione

E’ bene che tu sappia che tuo figlio darà il meglio di sé quando sarà motivato, quando quello che farà procurerà piacere e gratificazione, solo così l’errore viene percepito come un momento inevitabile di quel percorso ma facilmente tollerabile.

Se tu rimproveri tuo figlio quando incontra una difficoltà in ambito scolastico o si sente oppresso dal carico di compiti, lui si sentirà svalutato, incompreso e inadeguato.

È facile per questo immaginare come l’adolescente possa sviluppare un atteggiamento negativo verso l’istituzione e tenda per questo ad allontanarsene, non solo fisicamente ma anche a livello emotivo.

Qualsiasi persona che sperimenti su di sè un‘esperienza negativa, tenderà ad evitarla per non soffrire e sentirsi inappropriato.

Ecco come lo puoi motivare:

  • Evita di rimproverare continuamente tuo figlio o di minacciarlo, questi atteggiamenti lo allontaneranno ancora di più dall’ambiente scolastico
  • Interessati ad altri aspetti  della scuola come gli amici che frequenta, dei sogni che immagina per il suo futuro, delle sue preoccupazioni. Si sentirà ascoltato e capirà che il tuo interessamento è reale e svincolato dalle performance didattiche.
  • E’ importante che tuo figlio sia sereno: il voto non è alla persona, ma al compito! Un compito si può sbagliare e recuperare, recuperare l’autostima è un processo più complesso e difficile.

2. Comunicare in modo efficace

Sono molti gli errori che puoi fare senza accorgetene, ma possono essere un ostacolo tra te e tuo figlio, soprattutto in ambito scolastico, ti faccio degli esempi:

Non dare mai ordini: “Invece di dispiacerti e preoccuparti la prossima volta studia!”

Ascolta ed osserva i bisogni di tuo figlio, le sue emozioni, i suoi timori, non ti fermare all’apparenza. Ogni volta che tuo figlio dimostra di voler esprimere un sentimento fermati, non andare oltre, si sta aprendo a te, non lo allontanare.

Non minacciare: “Se continui a non studiare sarai bocciato!”

Chi minaccia diventa il nemico da combattere. Vuoi diventare il nemico di tuo figlio? Lui ti sentirà ostile, si chiuderà in sè stesso e la comunicazione si interromperà. Cerca di capire qual è il problema, a volte attraverso il dialogo si riesce ad ottenere molto di più che con le minacce.

Non moraleggiare: “Studia altrimenti darai un dolore a me e a tuo padre”

Giocare sui sensi di colpa non è mai una buona idea. Tuo figlio vivrà qualunque ostacolo all’apprendimento come qualcosa che ti farà soffrire. Si sentirà colpevole tutte le volte che non capirà un argomento, che prenderà un voto più basso di quello che tu ti aspettavi. I sensi di colpa procurano ansia e non credo tu voglia un figlio ansioso.

Non consigliare:  “Fai in questo modo…, sarebbe meglio se tu che tu facessi così…”

Tuo figlio non vuole i tuoi consigli altrimenti te li chiederebbe, ma sono certa che spesso ti sei trovato a fare questo errore. I genitori consigliano per essere una guida, ma un adolescente deve trovare la propria strada e alcuni tratti di questo percorso li deve fare da solo. 

Ogni volta che dai un consiglio non richiesto stai lanciando un messaggio: da solo non ce la puoi fare!

Lascia che tuo figlio si sperimenti, è proprio questo il momento della sua vita in cui il tuo silenzio potrà essergli di aiuto.

3. Assenza di giudizio

Non giudicare nè criticare: “Sei pigro, svogliato, non combinerai nulla di buono se continuerai così”

Tutte le volte che critichi tuo figlio stai mettendo in risalto le cose che non vanno in lui, danneggiando la sua immagine e la sua autostima.

Spesso i genitori fanno quest’errore.

Sono bravissimi ad evidenziare ciò che non va, sono bravi a rimproverare, sono pronti a criticare atteggiamenti e comportamenti, descrivendo un ragazzo che non funziona.

E’ più difficile fare il contrario!

Tutte le cose belle che tuo figlio fa e dice non vengono rilevate perché le dai per scontate, Invece sono quelle a cui tuo figlio farà ricorso nel momento di difficoltà.

In momenti critici tuo figlio utilizzerà le sue qualità solo se saprà di averle, perché tu sei stato bravo ad elogiarle al momento giusto.

“Come si fa a migliorare o a crescere convinti di potercela fare se anche i nostri genitori sono convinti che non ne facciamo una giusta?!” 

Questa è la domanda che molti ragazzi mi fanno.

Metti in evidenze tutti i pregi che tuo figlio ha, e avrai dei risultati sorprendenti.

Non interrogare tuo figlio: “Hai fatto i compiti? Sei stato interrogato?”

Se utilizzi spesso domande di questo genere, con tono inquisitorio, sicuramente tuo figlio chiuderà tutte le comunicazioni, non si aprirà più al dialogo perchè avrà l’incubo di dover sottostare ad un interrogatorio. 

Per fare in modo che tuo figlio non si allontani dalla scuola devi allentare la pressione da quest’argomento o trattarlo con leggerezza e senza ansia.

Se metterai in atto questi strumenti che ti ho elencato sono sicura che noterai un cambiamento sorprendente nel rapporto con tuo figlio e tra lui e la scuola.

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Per aspera ad astra

Dott.ssa Consuelo Marazziti